Dizionario di spiritualità biblico-patristica. Gesù-Cristo by AA.VV.

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Giorgio Vasari's Prefaces: Art and Theory. With a foreword by Wolfram Prinz

Giorgio Vasari’s Prefaces: paintings and thought offers scholars and students alike with the chance to review and comprehend the paintings, thought, and visible tradition of Giorgio Vasari and 16th century Italy. For the 1st time all of Vasari’s Prefaces from the Lives of the Artists (1568) are incorporated translated into English in addition to within the unique Italian.

I miti ebraici

In questo quantity, apparso alcuni anni dopo il successo dei Miti greci, Robert Graves si suggest di esplorare, con gli stessi intendimenti e avvalendosi della collaborazione di Raphael Patai, il patrimonio mitologico rintracciabile nel Libro della Genesi, ricollegandolo alle tradizioni greche, mesopotamiche, persiane ed egiziane.

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B) Gesù è il Figlio di Dio Ignazio martire, se nella presentazione del Cristo come Kyrios non apporta alcuna novità nei confronti dei due padri apostolici già esaminati, si rivela però molto originale, rispetto ad essi, allorché attribuisce ripetutamente a Gesù il titolo o nome ineffabile di Dio («The6s») e, con accento affettuoso, lo chiama: nostro Dio o addirittura: mio Dio. Talè dottrina non trascende la Cristologia del Nuovo Testainento; però i primi scrittori, quali il Didachista e Clemente ròmano, non hanno recepito o per lo meno non hanno in'segnato in modo così esplicito che il Servo del Signore Gesù Cristo è vero Dio, avendo riservato il termine «The6s» alPadre, come abbiamo già illustrato.

17), con la quale è indicato il significato dei due testi biblici riportati. 5° Cf. H. Haag, Der Gottesknecht bei Deuterojesaja im Versti:indnis der alten Kirche, in «Freiburger Zeitschrift fur Philosophie und Theologie» 31(1984), 345ss; M. Mees, Gesù. Chi era per i primi cristiani, Città di Vita, Firenze 1982, 91ss. 39 e) I credenti fonnano il corpo e il gregge di Cristo La Chiesa però non ha solo una relazione esterna con il Signore Gesù: essa è unita intimamente a Lui, perché forma il suo corpo ed è il suo gregge.

L'Evangelo ci parla della venuta del Salvatore, il Signore nostro Gesù Cristo (Fld 9,2), e c'insegna che egli soffri una passione dolorosa e morì sulla croce. Per tale ragione il nostro martire adopera le espressioni «passione del Signore» (Fld insc), «croce del Signore» (Sm 1,1) e «morte del Signore» (Ef 19,1). Quindi l'eresia docetista sull'incarnazione apparente del Signore deve essere rigettata decisamente (Sm 4,2), perché bestemmia contro il Signore (Sm 5,2). I fedeli debbono impegnarsi per imitare il Signore nella benevolenza, dimorando in lui, il Signore Gesù Cristo (Ef 10,3); essi dal santo pastore sono esortati a rimanere saldi negli insegnamenti del Signore (Mg 13,1).

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