Dietro l'immagine. Conversazioni sull'arte di leggere l'arte by Federico Zeri

By Federico Zeri

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Giorgio Vasari's Prefaces: Art and Theory. With a foreword by Wolfram Prinz

Giorgio Vasari’s Prefaces: artwork and idea presents scholars and students alike with the chance to review and comprehend the paintings, concept, and visible tradition of Giorgio Vasari and 16th century Italy. For the 1st time all of Vasari’s Prefaces from the Lives of the Artists (1568) are incorporated translated into English in addition to within the unique Italian.

I miti ebraici

In questo quantity, apparso alcuni anni dopo il successo dei Miti greci, Robert Graves si suggest di esplorare, con gli stessi intendimenti e avvalendosi della collaborazione di Raphael Patai, il patrimonio mitologico rintracciabile nel Libro della Genesi, ricollegandolo alle tradizioni greche, mesopotamiche, persiane ed egiziane.

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Ma, per non andar tanto lontano; pensiamo ai colori della moda. Colori di abiti , solo di vent' anni fa, rivisti, sorprendono per la loro incongruenza: ci la­ sciano sconcertati, perché la nostra sensibilità cromatica non è più la stessa. Ci sono, poi, colori che entrano nell'arte gradatamente. Io sfido chiunque a trova­ re, nei dipinti anteriori al 1 875, il viola dei glicini . Il color glicine appare, nei prodotti figurativi, soltanto con gli impressionisti: Monet o Renoir, per esem­ pio . In Italia lo si ritrova nei quadri di Armando Spadini.

Anzi, è ancora viva: oggi l'arte abissina è l'ultima propaggine di quella che era l'arte copta nell'antico Egitto . Abbiamo innumerevoli passaggi tra l'arte copta e l'arte abissina, e moltissimi temi iconografici e stilistici presenti ancora oggi nell'Abissinia, soprattutto a li­ vello popolare, derivano appunto da questi motivi già operosi nel v , vi secolo. Ma dobbiamo dire che sebbene questa tendenza verso l'astrazione si manifesti Seconda conversazione 53 più o meno in tutte le zone periferiche dell'impero al tramonto del mondo anti­ co, essa si manifesta, poi, anche al centro dell'impero.

Gli specchi etruschi erano decorati a graffiti, con figure di derivazione ellenica. Questo specchio, invece, di cultura celtica, è coperto da un motivo astratto di eccezionale sostenutezza formale, di qualità superba. È inutile che io stia a rilevare la perfetta coerenza stilistica di ogni minimo particolare; tutto è costruito con la medesima sostanza fantastica e con lo stesso rigore formale. A prima vista, il motivo che decora questo spec­ chio può apparire un ghirigoro e basta; ma in realtà è sostenuto da precedenti culturali estremamente complessi.

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